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 L'Opera dell'uomo > La Pinacoteca "Bruno Molajoli" > Percorsi verso il territorio

Allegretto Nuzi: Madonna col Bambino, Santa Maria Maddalena, San Giovanni Evangelista, San Bartolomeo, San VenanzioI vari percorsi di tipo storico artistico, in base alla tipologia tematica e cronologica, sono da individuare nella realtà cittadina di Fabriano e nel territorio circostante.

Durante il XIII secolo avvenne il graduale estendersi della sovranità del Comune ai castelli feudali del contado, che si allargò a tutta la valle del Giano e le montagne adiacenti, giungendo fino a comprendere le frazioni di Castelletta, Precicchie e S.Elia.

Nello stesso tempo il Comune prendeva sotto il suo patronato gli antichi monasteri benedettini e sottometteva alla sua sovranità i loro uomini. Quest’ampia opera di estensione di dominio portò con sè l’incremento demografico del centro: si formarono così attorno ai due vecchi castelli cinti di mura popolosi borghi di gente operaia e contadina.

Il primo e più antico di questi borghi fu quello di S.Nicolò a cui seguirono il borgo Pisana, S.Romualdo, Cervara, Piano e Portella.

La giurisdizione ecclesiastica di questa nuova popolazione fu assunta quasi per intero da ordini religiosi.

La conseguenza più importante, politica, economica, sociale, di questo incremento demografico fu lo sviluppo delle industrie e la formazione delle università o corporazioni delle arti.

La prima fu l’Arte dei fabbri, a cui fece seguito, non meno importante, quella della carta.

Di notevole rilievo fu la produzione artistica che durante questi decenni interessò Fabriano e il suo territorio.

Attualmente la Pinacoteca civica ospita molte di queste testimonianze artistiche, come ad esempio tre grandi figurazioni che ornavano in origine le pareti del refettorio del convento di S.Maria Nova (oggi S.Agostino), considerate più importante monumento del ‘200 nelle Marche, che hanno possibilità di un confronto solo con opere coeve di scuola toscana e umbra.

A testimoniare questi contatti con realtà artistiche fuori della regione, trovasi sempre all’interno della Pinacoteca una “Croce dipinta” di Rinaldetto di Ranuccio da Spoleto.

Importante personalità artistica fabrianese fu Allegretto Nuzi (1320-1373), di cui si hanno testimonianze di un suo soggiorno a Firenze, che lo farà orientare durante la sua giovinezza verso l’arte di Bernardo Daddi e verso la pittura senese.

Ebbe così inizio la sua splendida operosità per adornare le chiese fabrianesi, sia realizzando numerose tavole dipinte per i loro altari, sia nelle cappelle votive di committenti privati, come ad esempio “La Cappella di San Lorenzo” dove si svolge il ciclo della vita di San Lorenzo.

Nella raccolta civica della Pinacoteca sono conservate alcune opere del pittore: “Santa Caterina d’Alessandria e visione del suo sposalizio mistico”, “San Nicola da Tolentino, Sant’Agostino, Santo Stefano” e una “Madonna col Bambino”.

Il più immediato tra i seguaci di Allegretto, fu Francescuccio di Cecco Ghissi, la cui “Madonna dell’umiltà” è esposta nella Pinacoteca fabrianese.

Figura di primo piano nella storia della pittura italiana è Gentile da Fabriano che fa ricollegare i suoi esordi ad Allegretto. Anche se si allontanò ben presto dalla città natale, lasciò un segno non indifferente nelle scuole locali.

Le opere prodotte dal pittore purtroppo non sono collocate nella Pinacoteca, ma si trovano in altri musei. Possiamo comunque ricordare la “Madonna e Santi”, realizzata per la chiesa di San Nicolò, o “L’incoronazione della Vergine”.

L’opera di Gentile ebbe maggiore fortuna in altre città d’arte, quali Venezia, Firenze, Orvieto e Roma.

Una voce a sè stante merita l’ignoto Maestro di Staffolo, che si affiancò alla scuola tardo-gentiliana, che si diffuse tra Fabriano, Osimo e il Maceratese. Di lui si ricordano molte opere esposte nella Pinacoteca.

Di notevole rilievo sono comunque opere di artisti ignoti, provenienti da edifici religiosi e civili, nel territorio circostante del Comune.


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