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 FABRIANO- QUELLO CHE SO. CHINE SU CARTA DI PAOLO ANNIBALI
Museo della Carta e della Filigrana
dal 03 ottobre 2020 al 29 novembre 2020
L’evento collaterale alla XXIV edizione del Premio nazionale Gentile da Fabriano è la Mostra dell’artista sambenedettese Paolo Annibali, “Quello che so. Chine su carta”, con venti pregevoli opere che saranno esposte al Museo della Carta e della Filigrana di Fabriano dal 3 ottobre al 29 novembre 2020. Il Catalogo della Mostra contiene due brevi testi introduttivi di Galliano Crinella, presidente dell’Associazione “Gentile Premio” che organizza l’evento, e di Giorgio Pellegrini, direttore del Museo che ospita la Mostra, oltre che una bella pagina dell’Autore.

La mostra si terrà al Museo della Carta e della Filigrana : l’inaugurazione avverrà alle 17,30 mentre gli orari di apertura dell’esposizione saranno dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.

I disegni (la scelta dell’opera su china è connaturata alla natura del Museo della Carta e della Filigrana) cercano di catturare l’attenzione di un “benevolo osservatore”, invitandolo alla lentezza, con uno sguardo di un volto che interroga lo spettatore sul senso della sua esistenza, con nature morte che raccontano l’ingiuria del tempo o l’ansia del vivere quotidiano: alberi dimenticati nella sospesa speranza dell’arrivo della primavera. 
“Non so che cosa mi abbia trascinato fin qui, fino alla soglia dell’esistenza nella quale gran parte delle cose è diventata opaca fino ad essere indecifrabile. Ricordi, amicizie, amori, con l’età e la distanza, non appena mi inoltro lungo le vie dell’anima, una confusione adolescenziale pare domini su tutto. Sento ancora vivo il periodo dell’adolescenza da dove attingo spesso le idee per il mio lavoro attuale. Penso: potevo essere qualsiasi cosa, potevo intraprendere qualsiasi strada, ero in mare aperto! Ora gli orizzonti sono più brevi, e mi accorgo che la scelta dell’arte è stata la più impervia, ma anche la più necessaria” così Annibali presenta la sua esposizione. 
“Oggi il mio lavoro è per me come un legno a cui un naufrago riesce ad aggrapparsi – continua l’artista – L’arte è la mia preghiera quotidiana, un affannoso dialogo con me stesso, una continua ricerca nelle piaghe della mia esistenza. L’artista non è un prediletto della vita, ma è chiamato, come tutti, alle tribolazioni quotidiane: fare e disfare con costante insoddisfazione, ogni giorno chiedersi: chi me lo fa fare? L’arte pretende un continuo duello, una fede incrollabile nelle proprie capacità, una grande disciplina. Non è permesso fermarsi, si rischia una crisi di identità e di motivazioni. L’arte impone fedeltà”.

Per saperne di più in allegato la locandina dell'evento.

 

 mostrapaoloannibali_locandina2020.jpg


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