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 FABRIANO - Intervista a Federico Stroppa
A cura di Daniele Gattucci
04-06-2015 11:03
Federico Stroppa, diciassette anni, fabrianese, al Terzo anno dell’Istituto Tecnico Commerciale “A. Morea” con buonissimi risultati in pagella e senza trascurare le frequentazioni con gli amici, ha vinto il Campionato Italiano Centro Nord “Alberto Mura”. Guardia destra, paragonato a Nino Benvenuti, il nostro giovane concittadino, figlio del dottor Giovanni Stroppa a capo dell’Area Vasta 2, ha inizialmente praticato con successo il tennis, ma la vera passione la scopre ascoltando i racconti del nonno sulla lunga e pregevole tradizione pugilistica fabrianese, tra cui è sempre citato un glorioso campione come Primo Zamparini che, dopo essersi iscritto nel 2013 all’Associazione Pugilistica Liberti, sarà il suo primo maestro.
“Non dimenticherò mai – sono parole di Federico – la prima volta che entrai in palestra dove, già dai primi mesi, chi mi seguiva notava costanti miglioramenti, tanto che Zamparini fece leva su due miei punti di forza: grande determinazione e tecnica. Nell’arco di otto mesi la proposta del primo vero incontro con un pugile di Foligno che vinsi per ko tecnico in sole due riprese”.
Ovvia e grande la soddisfazione del team Liberti “mi ha sempre seguito e supportato nella lunga, curata fase di allenamento e preparazione” commenta Federico che ricorda anche gli altri match del 2014, tutti vinti meno uno pareggiato con il campione regionale marchigiano.
Seguendo questa scia, anche il 2015 si apre con rinnovata impronta da protagonista e solo un mese fa s’impone in una manifestazione a Roma, dove incrociano i guantoni anche i professionisti.
“L’emozione più forte – chiosa – l’ho provata in questo mese di maggio con la vittoria ”, in due match combattuti prima con un pugile campione regionale dell’Emilia e poi con uno del Lazio in forza con la squadra della Fiamme oro.  Al Torneo Nazionale Italia “Alberto Mura” a Rimini, nel quale sono confluiti i pugili più forti d’Italia di ogni categoria e peso, compresi quelli della Nazionale, è stato un bel trionfo – spiega – Lo devo ad allenamenti quotidiani, duri e faticosi non andati delusi in finale alla quale hanno assistito Zamparini, mio padre Giovanni, nonno e tanti altri amici. Finale – aggiunge - con un forte pugilatore laziale delle Fiamme Oro che non scorderò più, oltre che per la conduzione del match, vinto ai punti con giudizio unanime, ma anche per la premiazione avvenuta per mano dell’ex campione mondiale e olimpionico Maurizio Stecca, che mi ha riservato tantissimi complimenti e anche lui è convenuto sul parere espressomi in svariate occasioni: il mio stile, corporatura e tecnica ricalcano quello di un grande come Benvenuti. Quando ho iniziato – confessa Federico – non ho proprio pensato di poter raggiungere un tale traguardo in una contesa così importante ma se ci sono riuscito lo devo alla Pugilistica fabrianese Liberti, al preparatore Klaude, a Primo e Sara Gambini. Il mio sogno? Quello di poter ripetere le gesta di Zamparini alle Olimpiadi”. A un buon allievo, corrisponde sempre un altrettanto serio e preparato istruttore, come detto, Primo Zamparini. Nel 58 campione d’Italia pesi Mosca, nel ’59 in categoria pesi Gallo di nuovo campione d’Italia e ai Campionati di Lucerna; nel ‘60 campione d’Italia pesi Gallo e sempre nel ‘60 campione del mondo a Wiesbaden e soprattutto la partecipazione alle Olimpiadi con la conquista della medaglia di Argento. Nel 61 è ancora campione d’Italia sempre nei pesi Gallo e prende parte ai campionati Europei di Belgrado. In sintesi, ventidue incontri in Nazionale, in tutta la sua carriera ha sostenuto 128 match con 114 vittore, sette pareggi e sette sconfitte, poi il passaggio al Professionismo, pareggiando gare  per il titolo italiano contro Federico Scarpone, altro pareggio per il titolo europeo contro Alberto Serti. Nel ’65 lascia l’attività sportiva e inizia quella di “Insegnante” partendo da Genova dove ha allenato De Marco, Campione d’Italia, Giancarlo Ussai campione d’Europa, Roberto Pirastu che ha preso parte alle Olimpiadi di Motreal e la lista si allunga al ’76 quando torna Fabriano, avviando la Palestra insieme al maestro Dino Mariani, dalla quale emergono diversi campioni marchigiani e oggi con la Pugilistica Liberti, Federico Stroppa, che ha ricevuto anche i fondamenti e il resto dei sussidi dal maestro Tshiyekela (cugino di Kalambai) da tutti conosciuto come Klaude. 
DANIELE GATTUCCI


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